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I presepi della tradizione napoletana

La via dei pastori - particolare di un banco- Napoli

Le origini del presepe napoletano

Sicuramente i mercatini natalizi del centro Europa possono garantire uno spirito delle feste costante e tradizionale, grazie ad un uso intensivo di luci colorate in giro per la città, di tipiche capanne costruite per ospitare gli stand ripieni di oggetti delle feste, da leccornie alimentari tipiche e pensierini da regalare agli amici, ma gli italiani non hanno bisogno di andare così lontano per prepararsi a festeggiare la ricorrenza più attesa dell'anno visto che nel cuore del capoluogo della Campania brilla da sempre una luce luminosa che accompagna abitanti e turisti fino all'arrivo del 25 dicembre.

Napoli è da sempre la patria italiana del presepe tradizionale, un vero e proprio oggetto artistico che serve a ricordare l'evento legato alla religione e alla cristianità, ma, in senso più laico, anche un simbolo indiscusso che da sempre contraddistingue le sapienti mani degli artigiani che, anno dopo anno, infoltiscono sempre di più la schiera di meravigliosi lavori che animano i vicoli della città.

In realtà è in special modo una zona centralissima di Napoli a beneficiare del lavoro incredibile di questi bravissimi artigiani, ovvero San Gregorio Armeno, una via tipica che è racchiusa tra i famosissimi Decumani e la chiesa che custodisce il Cristo Velato, proprio nei pressi della zona in cui sono stabilite le più rinomate e tradizionali pizzerie della zona. Un turista, infatti, può decidere di gustare un'ottima margherita, pagando pochissimo, presso uno degli storici locali della zona e poi lasciarsi guidare dalla folla lungo via San Gregorio Armeno e provare finalmente da vicino l'impatto con queste meravigliose opere capaci di suscitare forti emozioni.

La storia del presepe napoletano nasce un millennio fa, visto che è datato 1025 un documento importantissimo che testimonia la presenza di un primo presepe nella cittadina di Amalfi, sulla splendida costiera partenopea, ma oltre altre situazioni in cui il presepe ha rappresentato un graditissimo regalo, come quello fatto dalla regina Sancia D'Aragona alle monache Clarisse, è nel XV secolo che si rinviene la prima vera attività di modellazione di statue per la creazione di un prototipo di presepe molto vicino a quello che tutti oggi possiamo ammirare come simbolo tradizionale delle feste.

E' infatti proprio nel XV secolo che valenti artigiani hanno offerto la propria arte forgiando delle statuine da porgere in regalo a frati ed uomini di chiesa, tramandando così l'abitudine di rappresentare in forma tangibile la Natività attraverso la grotta abitata da un bue e da un asinello e pronta ad ospitare la nascita di Gesù bambino da parte di Maria, accompagnata da San Giuseppe.

Dopo secoli e secoli oggi la fama del presepe a Napoli ha valicato i confini italiani per giungere in tutto il mondo: nel periodo natalizio sono infatti numerosissimi i turisti sia italiani che stranieri che popolano le botteghe pronte ad esporre i propri lavori.

Non mancano piccoli meravigliosi oggetti d'arte che rappresentano in modo minimale la Natività semplicemente con la presenza della capanna e della più stretta serie di personaggi necessari per rappresentare questo momento, ma si possono trovare anche delle meravigliose composizioni che finiscono per dar vita ad un vero e proprio paese che ospita ogni tipo di attività e protagonisti dei vari mestieri che si potevano incontrare un tempo.

Anche i presepi Napoletani si modernizzano con il passare del tempo

Nei presepi napoletani più ampi e complessi infatti si possono trovare addirittura delle botteghe ben definite come quella del calzolaio mentre è intento a rattoppare delle scarpe oppure il pescivendolo con le sue reti e le vasche del pesce in vendita, o ancora il macellaio con tutta la gamma di coltelli utili per svolgere il suo mestiere.

Nei presepi napoletani moderni ci sono addirittura delle scene in movimento che rendono più dinamica e splendida da guardare l'intera creazione: è ormai da diversi anni infatti che spesso si utilizza un meccanismo particolare mediante il quale si ricicla dell'acqua che viene utilizzata per dar vita ad una vera e propria cascata oppure dei led piazzati strategicamente in alcuni punti che, oltre a rappresentare delle vere e proprie fonti di luce, possono anche essere utilizzate ad esempio come luce generata dal fuoco proveniente dal forno del panettiere, creando un'atmosfera ancora più intima e realistica: questa scelta può lasciar perplesso più di un purista del presepe, ma per il pubblico di massa, vedere queste rappresentazioni è una vera e propria gioia per gli occhi, specialmente quando, oltre alle luci e ai motorini per l'acqua, si utilizzano anche pastori che, attraverso alcuni meccanismi, possono muoversi: il fornaio che inforna il pane e la lavandaia che sciorina sono degli esempi perfetti da utilizzare per rendere vivo il paesaggio.

Da qualche anno a questa parte, gli artigiani di San Gregorio Armeno hanno anche l'abitudine di popolare i propri presepi con degli intrusi illustri, creando statuine di varia grandezza che rappresentino dei personaggi di spicco dell'attualità.

Sempre ben presenti sono i personaggi politici o ecclesiastici, il Papa in primis, ma anche le star più note, dalla bella Belen Rodriguez ai miti ormai purtroppo scomparsi come Michael Jackson o Amy Winehouse sono stati avvistati tra i Re Magi e gli Arcangeli in festa e fotografati dai turisti in massa.

Il presepe a Napoli è un pretesto perfetto per visitare una delle città più belle del mondo ma anche per conoscere l'arte antica che ancora oggi si consuma nel cuore del capoluogo partenopeo.