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La Grotta azzurra di Capri

Grotta Azzurra, Capri

Organizzazione tour nella Grotta Azzurra

La Campania è una regione particolarmente ricca di bellezze naturali che l’hanno resa popolare e celebrata in tutto il mondo. Dalle isole Ischia e Procida ai paesi incastonati come gemme lungo la Costiera Amalfitana, dal Golfo di Sorrento all’entroterra campano: da sempre questi luoghi sono sinonimo di sole, mare ed allegria. E poi c’è Capri. Un lembo di terra adagiato fra acque cristalline che, senza rischiare di cadere nella retorica, affascina chiunque vi metta piede per la prima volta e da allora fa nascere il desiderio di tornarci.

Capri si trova nella parte meridionale del golfo di Napoli, quasi una continuazione dei Monti Lattari della penisola sorrentina che dista dal punto estremo dell’isola (Punta Campanella) circa 5 chilometri. Caratterizzata da coste frastagliate, spesso a picco sul mare, e da brevissimi tratti di spiagge ciottolose o sabbiose, ha due rilievi principali, il Monte Solaro ed il Monte Tiberio.

La maggiore attrazione, però, resta la Grotta Azzurra di Capri. Si tratta, infatti, di uno dei luoghi dell’Italia più conosciuti all’estero, motivo per il quale ogni giorno centinaia di persone sono disposte a fare una lunga fila per visitarla e portare con sé un ricordo indelebile.

La Grotta Azzurra si trova verso la parte nord occidentale dell'isola di Capri e ad essa è possibile accedere via mare (da Marina Grande) o via terra con pullman da Anacapri. In genere, nel tour in barca dell’intera isola è sempre compresa anche una sosta per la celebre grotta. In qualunque modo arriviate nelle sue vicinanze, l’ingresso al suo interno, per il quale è previsto il pagamento di un biglietto, è possibile solo con le pittoresche barche a remi che possono portare al massimo 4-5 persone.

Quando arriva il turno della vostra barca, il marinaio vi fa stendere sul fondo per poter passare attraverso uno stretto passaggio poichè ad essa vi si accede solo tramite un 'apertura d'ingresso che, pur essendo stata allargata nel 1830, non supera il metro d'altezza ed i due metri di larghezza. 

Lo scenario che si presenta una volta superato questo passaggio è da togliere il fiato. La piccola imbarcazione sembra rimanere sospesa in aria, tanto è limpido e cristallino il mare e le infiltrazioni di luce che attraverso l’apertura sotto il livello della superficie marina conferiscono all’acqua una caratteristica colorazione azzurra con riflessi argentei. Da qui deriva, appunto, il nome Grotta Azzurra. 

La visita, nonostante spesso sia necessario aspettare un’ora o più per riuscire ad entrare, dura solo pochi minuti e sarà allietata dal vostro barcaiolo che, oltre a raccontarne la storia, canterà tipiche canzoni napoletane che riecheggeranno nella grotta grazie alla particolare acustica.

La Storia

All’interno della Grotta Azzurra si trovano tracce di costruzioni di età romana, ora in gran parte sommerse, che testimoniano che essa era nota già in epoca antica e che da allora un'attività bradisismica, così come in altri luoghi della Campania, ne ha determinato un abbassamento. Essa con ogni probabilità fu usata come ninfeo marino dallo stesso imperatore Tiberio che aveva la sua villa (Villa Gradola) sulla parte sovrastante e della quale ora rimangono solo alcuni ruderi dove è possibile scorgere mosaici, cisterne ed ambienti tipici delle costruzioni dell’epoca augustea. Sembra, anzi, che l’imperatore avesse fatto costruire un cunicolo diretto dalla villa alla grotta, ora non più visibile né accessibile perché crollato. I visitatori, purtroppo, hanno poco tempo a disposizione per concentrarsi sui dettagli all’interno della grotta che testimoniano come quest’area fosse conosciuta in antichità ed ampiamente utilizzata. La parete che si trova davanti all’entrata, infatti, presenta una cavità posta a circa un metro sopra il livello del mare ed alla quale si accede tramite un approdo che non può essere considerato un’opera della natura. Fu costruita, probabilmente, per permettere a chi s’intratteneva nella grotta di fermarsi più comodamente.

In ogni caso, qualunque fosse l’uso fatto dai romani, la Grotta Azzurra (allora chiamata Grotta Gradola) fu dimenticata per secoli e secoli. Anzi, più che dimenticata fu volutamente evitata dagli abitanti della zona poiché, secondo credenze popolari, era infestata da streghe, demoni o mostri.

La riscoperta moderna viene fatta risalire ad un pescatore, Angelo Ferraro detto Riccio che, il 16 maggio del 1822 vi entrò dopo tanto tempo e, nel 1826 vi condusse due turisti tedeschi, il pittore Ernest Fries e lo scrittore Augusto Kopisch. Essi ne rimasero estasiati e, dopo averla battezzata con il nuovo nome di Grotta Azzurra, ne decantarono la bellezza, uno con i suoi colori, l’altro con le sue parole, facendola diventare l’attrazione che tutti oggi conosciamo.

Durante tutta la giornata la luce entra dall’apertura sotto l’acqua e conferisce alla grotta quel colore particolare, quindi è consigliabile evitare di programmare la visita se il tempo è nuvoloso. Per il resto ogni ora è adatta ma bisogna considerare che, se le condizioni del mare non sono ottimali, l’ingresso viene chiuso perché potrebbe risultare pericoloso. Nel periodo estivo, come già accennato, la fila di visitatori è molto lunga quindi sarebbe preferibile evitare le ore di maggior afflusso, soprattutto la mattina. In inverno, se le condizioni atmosferiche lo permettono, la grotta rimane aperta al pubblico.

La Grotta Azzurra di Capri non ha più segreti e, se ancora non la conoscete, è davvero arrivato il momento di mettere in programma una gita sull’isola.